18 gennaio 2006

[ Dall' Italia ] ...la solita minestra!


Riporto in questo post una notizia appresa dall'editoriale del quotidiano "Libero" del 13 Gennaio, a firma di Renato Farina (giornalista che a me piace meno della fame), giusto per ricordarci di come i "nostri dipendenti" sanno ancora bene quando riempire le aule di Montecitorio e Palazzo Madama, senza distinzione di partito...qui riuniti sotto la stessa bandiera:

"Trascriviamo dall'agenzia Ansa. Titolo: "Roma, 11 Gennaio, 23.47 - Senato: no al taglio 10% per liquidazioni e pensioni".

Svolgimento: " Il consiglio di presidenza del Senato ha deciso di non applicare il taglio del 10% previsto in finanziaria a liquidazioni e pensioni dei senatori. La decisione, a quanto si apprende da ambienti della presidenza di Palazzo Madama, è stata presa con il solo voto contrario del presidente Marcello Pera e le astensioni del vice presidente Domenico Fisichella e del questore Franco Servello.

11 gennaio 2006

[ Dal Mondo ] Mao Tse - Gates


Quando il giro d'affari è di grandi proporzioni anche lo stile "democratico" (se è rimasto) americano va a farsi benedire, ed ecco puntuale che dopo Yahoo, un altro colosso dell'informatica come la Microsoft è costretta ad eseguire gli ordini dei tanto odiati "cinesi". Questa volta è toccato a Zhao Jing, più noto in rete col nome di Michael Anti, un blogger di Pechino forse il più popolare in questo momento (si parla di 10.000 contatti al giorno). Anti scrive da circa 2 anni sul New York Times, ancora studente ha aperto il suo blog nel dicembre 2004 tramite la piattaforma Msn (Microsoft). Ha impiegato poco tempo per entrare nella cerchia dei dissidenti, parlando attraverso il suo blog del suo incontro con la fede cristiana e criticando il governo di Pechino. Naturalmente la "richiesta" o meglio, l'ordine di chiudere il sito è stata accolta in un batter d'occhio dall' azienda di Bill Gates. Questo è il commento di Anti:
«Mi limito a fare del giornalismo professionale a proporre delle storie interessanti di cronaca, solo qualche volta mi occupo di politica ma in modo 'soft', senza attaccare direttamente il governo».

Ora il trentenne, che ha comunque confessato la paura di pene più severe (carcere?), si limita a scrivere tramite email agli abbonati e su qualche giornale firmandosi con pseudonimi.