
Camille Pissarro uno dei primi impressionisti, nel primo decennio rimase sempre fedele ai canoni classici - appresi alla scuola accademica -, dopodichè decise di avvicinarsi con cautela e inizialmente diffidenza agli impressionisti come Monet. I tratti sicuri e precisi scomparvero per fare posto a sfumature e luce.
Non voglio approfondire la vita di questo artista che di problemi ce ne ebbe molti, ma soffermarmi sull’eccezionalità del suo talento e della sua sensibilità, che si traduce ogni volta osservando le sue tele. Una dei quadri che più mi ha colpito è “La Pastorella”. I colori tenui e quel momento di intimità in cui viene ritratta la bimba è unico. Lo sguardo assorto e quel bastoncino tenuto passivamente tra le mani col riverbero degli alberi che confluisce in luce cattura la sensibilità di chi vi si accosta.
L’artista impresse molte volte sulle tele la città di Parigi e il suo movimento frenetico. Ricordiamo che proprio in quegli stessi anni, Parigi era diventata una grande metropoli. Già nella prima metà del secolo la capitale aveva conosciuto un grande incremento demografico in seguito alla crescente industrializzazione. Questo dipinto dimostra chiaramente la scia di modernità che Parigi aveva portato con sé a seguito delle innovazioni che imperversavano un po’ in tutta Europa. L’idea di carri che attraversano con frenesia la strada bagnata dalla pioggia, le nubi nere che soccombono minacciose sulle teste della gente che cammina frettolosamente. Un panorama semplice ma ricco di significato: del tempo che scorre senza compromessi.

Alfred Sisley un altro componente importante dell’Impressionismo. Ancora giovane si trasferì a Londra per effettuare gli studi di commercio, al fine di aiutare e sostituire il padre una volta morto al negozio di merceria. Ma comprese ben presto che quella non era la strada da percorrere. Nella capitale inizia ad avvicinarsi all’arte, visitando numerosi musei. Una volta tornato a Parigi nel 1862, ottiene il permesso dai genitori di dedicarsi alla pittura. Ricordiamo che molti artisti del movimento furono sempre legati tra loro. Organizzavano giornate intere da passare nella foresta di Fontenaibleau a immortale il panorama sulle tele in “ plein air”. Sisley fu soprattutto l’artista dai colori cangianti, dai cieli tersi: come dimostra il quadro sopra, con la vista trasversale del ponte che ombreggia sul fiume, mentre le barche oscillano e il sole splende in una giornata estiva. La sua vocazione sarà quella di rappresentare il cielo e gli specchi d’acqua, ma non solo, anche la natura rigogliosa e i campi primaverili. Negli anni ottanta gli impressionisti, in piena crisi -a causa delle continue critiche e delle condizioni instabili di cui vennero accusati- si segregano nel chiuso dei loro studi, Sysley ribadisce la necessità di dipingere all’aria aperta. Dimostrando la sua tenacia “costruì” un dipinto “Frutteto in primavera” che simboleggia la presa di posizione dell’artista. In questo caso una barriera di alberi occupa il primo piano del dipinto, lasciando arretrare il paesaggio in profondità e suggerendo una continuità oltre i bordi.
Insomma, l’Impressionismo è un movimento che ha fatto nascere e che è nato da tanti talenti, che dovranno riflettere per ancora altrettanti anni la passione e la generosità delle loro opere. Immergersi nel folto dei quadri ci rende certamente migliori, ma basterebbe affacciarci alla finestra, andare al bar, scrutare la gente, ascoltare i suoni e contemplare i colori della natura, per comprendere una piccola parte del loro sentimento: l’ambiente è cambiato, certamente, forse il segreto sta proprio nel comprendere il moto più flebile e fragile delle cose del mondo.
(Paola)