21 settembre 2005

[Dall' Italia] 892...892...e le tariffe?

Pubblico anche qui un post del vecchio sito sperando di informare qualcuno in più

...vorrei riportare qualche notizia presa dall'ultimo post di Beppe Grillo nel suo Blog. Trattasi dell'ennesimo tentativo di "sola" rifilatoci dalla società internazionale InfoNxx sotto il consenso di Telecom, governo ecc...
Il nuovo numero pubblicizzato dai "gemelli baffuti" entra in sostituzione del vecchio 12, ma non ha nulla da spartire con quest' ultimo e con la telecom in generale. Naturalmente di costi delle chiamate nemmeno l'ombra su tv e giornali,percui mi sembra doveroso cercare di portare più persone possibili a conoscenza di queste informazioni. Allora chiamando da un telefono fisso (quindi con le tariffe più basse) i costi sono i seguenti:
0.12 euro di scatto alla risposta
0.03 euro al secondo

Nel suo post Grillo rende bene l'idea con un esempio:
Cinque minuti per ottenere un numero di telefono costano 0,12 + (0,03 x 300 secondi), quindi 9,12 euro
Poco?
Direi proprio di no, visto che esistono ancora i classici elenchi da sfogliare e per chi ha internet:
412
Pagine Bianche
Pagine Gialle
Pronto.it


Saluti e ....fate passaparola!

17 settembre 2005

[Dal Mondo] Ebay si mangia Skype...

E' recente la notizia che la società Ebay (già quotata in borsa) abbia serie intenzioni di acquistare Skype, la piccola società specializzata nelle comunicazioni vocali via internet. L'annuncio è stato fatto il 12 Settembre da Meg Whitman direttrice di Ebay. L'intenzione è quella di copletare a 360 gradi la compra-vendita del sito, aggiungendo anche i contatti vocali. Il costo dell'operazione sembrerebbe si aggiri attorno ai 2 miliardi di euro e l'acquisizione di questa nuova tecnologia ha l'obiettivo di accelerare le operazioni e di conseguenza aumentare il bacino di utenti di un mercato che diventa sempre più ampio e affollato... purtroppo anche sempre più monopolizzato. Se tutto andrà in porto i primi a pagarne le conseguenze saranno sicuramente i gestori di telefonia che saranno costretti ad adeguarsi sensibilmente ai costi delle chiamate via internet e di questo ne sarei felice...il problema è un altro; chi conosce Skype sà bene quali sono i costi delle chiamate (irrisori), quindi mi viene naturale chiedermi...rimarranno tali anche per le chiamate fuori il circuito Ebay? Sinceramente lo spero ma non credo proprio.

Link:
Skype
Ebay Italia

(Fonte: Le Temps, Internazionale)

16 settembre 2005

[Cultura] Impressionismo: una vena creativa incontestabile (part. III)






E che dire di Pierre Auguste Renoir, l’instancabile ottimista del gruppo “Per me un quadro deve essere soprattutto bello, amabile e piacevole, qualcosa di veramente grazioso. Ci sono già abbastanza cose sgradevoli al mondo, non c’è bisogno di crearne delle nuove”. Ed è proprio il suo spirito a illuminare le tele con colori tenui rilassanti e perché no allegri, da riuscire a mettere buon umore. Egli amava riprendere scene di vita quotidiana: come al “Moulin de la Galette” la luce filtra attraverso le chiome degli alberi creando un gioco di luci e tremolii di mille colori che danno una sensazione di pace e benessere. “Renoir si affidava all’effetto descrittivo del colore: con pennellate brevi e morbide e raffinate gradazioni di colore, modellava contorni tenui e sfumati, cosicchè ogni elemento figurativo pare confluire o sfumare nell’altro.” Attraverso il cosiddetto “processo visivo sintetico”, l’osservatore è in grado di completare i favolosi quadri di Renoir. L’artista amò molto dipingere donne nude e la critica non aspetto molto ad assalirlo, in particolar modo Albert Wolff, critico del giornale Le Figarò. Costui assunse una posizione alquanto dura nel definire il quadro “Torso di giovane ragazza al sole” con la più totale disapprovazione: “Cercate di spiegare al signor Renoir che il torso non è un ammasso di carne in stato di decomposizione, con quelle macchie verdi, violacee, che denotano lo stato di completa putrefazione di un cadavere”. Ma il concetto sul quale Renoir si basa è che il colore di un oggetto non è solo determinato dalla propria luce riflessa, ma anche dagli oggetti che lo circondano.
Edgar Degas, sebbene faccia parte del movimento mantiene sempre un’impronta di solidità e concretezza. Ciò forse va ricondotto agli studi accademici. Tuttavia dimostra un grande interesse per il mondo circostante, per le diverse angolature in cui la prospettiva assume una “posa” tutta nuova, col decentramento.


Nel dipinto “l’Absinthe” sono raffigurati due amici di Degas: la donna è l’attrice Ellen Andrèe, l’uomo l’incisore Marcellin Desboutin. Il titolo del quadro si riferisce ad un liquore diffuso in Francia: l’assenzio, lo possiamo vedere nel bicchiere della donna. Da notare la quasi totale assenza della luce, sostituita da campiture piatte e da un senso di cupezza, estremamente differente dai quadri impressionisti. Ma la vera passione di Degas viene descritta in molte delle sue opere, le quali rappresentano con inquadrature sempre diverse le ballerine di danza classica.
A differenza degli impressionisti, Degas non amava pitturare “en plen air”: egli era un attento scrutatore che seguiva costantemente la tecnica, non agiva d’istinto come la maggior parte degli impressionisti. Il suo era un lavoro certosino, amava trarre esperienza dall’esterno per ritrasmetterla in un secondo momento nel chiuso dello studio. Egli stesso sosteneva “Io non so nulla dell’ispirazione, della spontaneità, del temperamento, quel che faccio è il risultato della riflessione e dello studio dei grandi maestri”. Per tale motivo egli amava definirsi realista, ma io come molti altri voglio insidiare la sua idea definendolo: un grande impressionista.

14 settembre 2005

[La Giostra] Amo il "cuore verde" dell'Umbria


...non potevo, passare e far finta di nulla. La fotografia è stata scattata a Cascia fuori un alimentari sotto la chiesa di S. Rita. Chiunque avese intenzione di entrare in queste terre parta già cosciente del fatto che tornerà con dimensioni e peso....decisamente aumentate!

03 settembre 2005

[Cultura] Impressionismo: una vena creativa incontestabile (part. II)


"Seconda parte dell'articolo spedito da Paola"

Il caposaldo dell’impressionismo rimane Eduard Manet, colui che ha concepito il nuovo modo di dipingere. Egli più che prediligere la natura amava l’ambiente urbano, un po’ come Renoir e Degas. E’ stato uno dei primi pittori moderni, che tuttavia mantenne le distanze rispetto ad altri impressionisti, anche quando i quadri non furono più accettati dalla giuria del Salon. La rottura avvenne solo nel 1863 con l’esposizione della “Colazione sull’erba”. Ora, il fatto più sconcertante di questo splendido dipinto non era la nudità in se e per sé della donna: sappiamo che nelle pitture del rinascimento rappresentare la donna nuda era simbolo di purezza di verginità. Manet, venne tacciato di vergogna per aver rappresentato una scena reale e non “sovraumana” come avveniva in precedenza. Il quadro scandalizza per l’insolita scena borghese in cui una donna conversa con due uomini vestiti, mentre sullo sfondo un’altra donna con veli leggiadri e piegata su sé stessa.
Napoleone in seguito al rifiuto di più di 300 quadri autorizzò gli “incompresi” a gestire un salone tutto loro denominato “Salon dés Refusée”. Manet dovette accettare la condizione di emarginato e esporre la “Colazione sull’erba” nel nuovo salone, senza successo. La
nascita dell’impressionismo la ritroviamo proprio in questa pittura, è Manet il capo del movimento anche se lui rifiutò sempre questo titolo. Colori chiaro-scuri e pennellate veloci e sicure si stendono sulla tela che in primo piano perde il valore rispetto a una vista a tutto campo. Ma il pubblico del tempo considerava la bravura del pittore a distanza ravvicinata. Questo criterio consentiva di apprezzare il livello di definizione e perfezione dell’opera. Fatto sta che il grande pittore aveva lanciato una nuova e stravagante moda per l’epoca!
Un altro quadro deriso dal pubblico è Olympia.

Ricordiamo che Manet era un grande appassionato di pittura cinquecentesca, quest’opera si rifà al quadro del Tiziano “La vene
re di Urbino”. Ma la venere, rispetto a una prostituta del posto venne considerato veramente deplorevole. La posa , i particolari realistici, come le pantofole ai piedi generavano un contrasto troppo forte per la gente e per la stessa giuria.

02 settembre 2005

[Dal Mondo] Angeli

Due righe solo per ricordare i piccoli angeli della scuola di Beslan. Sinceramente non riesco neanche a commentare più episodi del genere. Rileggendo le pagine dei quotidiani e vedendo le foto di quei giorni...provo solo un' infinita tristezza.
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[Cultura] Impressionismo: una vena creativa incontestabile

"Pubblico con piacere un articolo spedito da Paola"

Non so quanti di voi sono appassionati di arte, per me andare in giro per musei ha un significato unico. Da alcuni quadri puoi intravedere malinconia, tristezza, gioia di vivere. Nella seconda metà del XIX secolo si era formato un nuovo movimento: il mio amato Impressionismo. Le letture che si celano nelle tele possono essere svariate, il loro genio artistico è illimitato proprio per questo inconfutabile dato di fatto. L’impressionismo è riuscito a scombinare i canoni pittorici, gli artisti trasmisero il reale: un reale fatto di colori tenui, a volte contrastanti tra loro ma profondamente fluidi e inequivocabili nelle sensazioni che producono ancora oggi. Artisti come Monet, Manet, Cezanne, Renoir, Pissarro, Degas e tanti altri fecero dell’arte la semplicità dell’essere, dell’affiorare di ricordi o dell’immediatezza, pronta a infliggerti un colpo dolente, una nostalgia penosa o una emozione unica. I giudici impietosi del Salon pensavano che fossero degli schizzi, senza alcun significato: rude sceneggiata della loro grama vita. Ma alcuni personaggi di estrema rilevanza come Boudelaire condividevano e vivevano la loro brama artistica. Gli artisti, comunque, trovarono difficoltà nel cammino, ma non per questo si fecero scoraggiare. Lo stile che lì avrebbe resi inconfondibili, era diventato la loro ragion di vita: pitturare per il gusto di poterlo fare, erano loro stessi il più delle volte a decidere i soggetti. Insomma, da quel giorno era mutata considerevolmente l’arte, quando Claude Monet prese in mano il pennello, che sfociava senza indugi in strepitose tinte, colori mutevoli a volte penetranti, ma mai stancanti. Monet, il primo di una lunga serie di capolavori che oggi rivivono nei vari Musei. Una delle più ricche collezioni la ritroviamo al Musèe de Orsay di Parigi. Monet una personalità solitaria, lo si considera un reduce del suo misticismo, amava immergersi nel folto della natura a contemplare, riassemblare e suggellare nella tela le sue più intime emozioni. Un personaggio alla ricerca di chissà quale sentimento: con la sua lunga barba si sedeva a “rivisitare” il mondo. Si può dichiarare apertamente che lui rimase sempre un assiduo e incontestabile fedele della propria arte. Maturò un profondo gusto nell’ accostare la sua capacità di trarre da nuove esperienze molteplici espressioni . Cercò di migliorare il suo stile attraverso l’ ispirazione composita che generò in lui un continuo entusiasmo.
Nel 1872 dipinse il quadro che diede il nome al movimento “Impression soleil levant”.Example
Un dipinto che presenta svariate riproduzioni è la “Cattedrale di Rouen”. Questa venne riprodotta più volte nelle diverse ore del giorno, dall’alba al mattino, dalla sera al tramonto. Riuscendo a imprimere ogni volta percezioni diverse. Nel 1873 l’artista, stabilitosi ad Argenteuil non lontano dalla Senna, si fece costruire un bateau-atelier che gli consentì di collocarsi nel centro del fiume per cogliere la realtà in modo ravvicinato. “Compose” molte delle sue più famose e coinvolgenti opere, tra cui la serie di quadri delle ninfee. Il mio preferito è “Laghetto con ninfee”. Direi che genera nell’anima un senso di calma e tranquillità: la superficie dell’acqua che si frammischia alle tonalità delle ninfee e il folto della natura che brulica intorno al miraggio di un posto senza tempo che rivive appisolato nella superficie della tela che più tempo non ha.

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01 settembre 2005

[Dal Mondo] EurAsia

...mi viene da ridere (ma ci sarebbe da piangere), leggendo certe notizie. Proprio in questo periodo in cui molti governi si dimostrano impauriti dal "mostro cinese", dalla quantità di merci a basso costo, dal crollo dei mercati locali, venire a conoscenza di certe operazioni provoca in me un senso di ribrezzo. Un'impresa olandese specializzata nella stampa delle banconote per conto della Banca Centrale Europea stà ultimando la costruzione di un nuovo stabilimento a Rawang...in Malesia. L'obiettivo è di trasferire la produzione in estremo oriente per il 2007. La società olandese ha l'appalto per la stampa di euro da parte di 5 paesi. Dopo poco tempo dall'entrata dell'euro, le banche centrali hanno smesso di gestire la "stampa" e si sono susseguite gare d'appalto tra le maggiori ditte del settore. Il fatto è che per adottare procedimenti sofisticati contro la falsificazione si sono di conseguenza alzati i costi di produzione...e quale miglior soluzione se non quella "asiatica"? Alla Banca Centrale Europea la notizia è stata accolta con sorpresa in quanto sembra esista una norma (non capirò mai questi eterni dubbi sull'esistenza di leggi o norme...cavolo, o c'è o non c'è!) che vieta per accordi e motivi di sicurezza di portare la stampa dell'euro fuori dall'Europa. Spero di no ma in molti hanno la sensazione che sia un vago tentativo di fermare la "fuga". Sono anni ormai che le multinazionali spostano le fabbriche in Asia senza nessun ostacolo e trovo che sia di un'ipocrisia assurda da parte dei governi lamentarsi dell'"ondata asiatica" solo perchè ora non ne hanno profitto. Che dire prepariamoci a pagare il pane con l'euro "Made in Asia"
Saluti

(Fonte:
la Repubblica)


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