05 dicembre 2005

[Dall' Italia] Chi ha portato via il pallone?

(Ansa)

Probabilmente è questo che hanno pensato gli spettatori della partita "Messina - Inter" di domenica 27 novembre, quando al 20° del secondo tempo Marko Andrè Kpolo Zoro ha deciso di sospendere la gara, prendendo la palla sottobraccio e dirigendosi verso gli spogliatoi. Era stufo di sentirsi insultare, era stufo di sentirsi diverso...era stufo di giocare.
I colleghi miliardari di Zoro a cose del genere hanno imparato a dare poca importanza ed alla fine riescono a far rimanere in campo il giocatore ivoriano. Naturalmente a partita conclusa la "nebbia" dell'ipocrisia è calata su ogni trasmissione televisiva, moviola, federazione, associazione possibile ed immaginabile, come se il caso fosse nuovo, come se si dovesse spegnere l'incendio al principio, ma non è così.
Questi beceri siparietti degli insulti ai giocatori "africani" (...già, perchè sembra che i brasiliani non vengano considerati "neri") avvengono puntualmente ogni domenica, in ogni stadio, nella più assoluta indifferenza. Chi scrive queste righe era un frequentatore di stadi, ed è proprio questo uno dei motivi che mi ha portato al disgusto ed alla delusione verso certi ambienti. Invidio profondamente altri sport, soprattutto all'estero (baseball e basket Usa su tutti) dove il tifo viene ancora concepito come "aiuto" alla propria squadra e non come "insulto" verso l'avversario di turno, dove lo spettacolo a cui si assiste viene visto con passione verso i propri colori, la propria città.